A Shanghai c'è un orfanotrofio dove i bambini entrano vivi ed escono morti. A Shenzen si praticano aborti a donne al settimo mese di gravidanza. Casi isolati? Ogni giorno si leggono sui giornali cinesi episodi di infanticidio. In Cina la popolazione è arrivata a un miliardo e duecento milioni: troppi, ha stabilito il governo. E così ogni coppia non può avere più di un figlio: non sono rari i casi in cui si uccide il proprio per poterne poi avere un altro. In Giappone, invece, i bambini si prostituiscono a migliaia; e così nelle Filippine, in Thailandia, in Cambogia, nel Laos, in Pakistan, in India.
| anni di frequenza scolastica in Asia | |
| Pakistan | 1 anno e 10 mesi |
| Bangladesh | 2 anni |
| India | 2 anni e 5 mesi |
| Thailandia | 3 anni e 11 mesi |
| Indonesia | 4 anni e 1 mese |
| Vietnam | 4 anni e 10 mesi |
| Cina | 5 anni |
| Malesia | 5 anni e 7 mesi |
| Filippine | 7 anni e 10 mesi |
| Corea del Sud | 9 anni e 4 mesi |
Viaggio dove la disperazione comincia a cinque anni "Salvate i bambini!", grida il protagonista della novella Diario di un pazzo, dello scrittore cinese Lu Xun, quando si accorge con orrore di essere vissuto tra gente che si ciba di carne umana. Ma quell'appello disperato lanciato negli anni Venti da una Cina affamata e poverissima con l'intenzione di rovesciare e mettere sotto accusa l'intera cultura tradizionale cinese, potrebbe essere ripetuto anche oggi dalla Cina dello sviluppo economico in marcia verso il Duemila. Oppure dalla Thailandia, dalle Filippine, da uno qualsiasi dei paesi asiatici dai mille record positivi e negativi, dove sempre più profondo è l'abisso tra nord e sud, dove insieme ai più alti tassi di crescita del mondo si registrano livelli più alti di povertà, di abusi sessuali e di violazioni dei diritti umani compiuti soprattutto sui bambini. Bambini stremati dalla fame, discriminati, rapiti, violentati, costretti a prostituirsi e a lavorare come bestie. Bambini lasciati morire di stenti come accadeva in un orfanotrofio della prospera Shangai di fine millennio, cuore industriale, finanziario e commerciale della Cina moderna. Nel posto del non ritorno, come è stato soprannominato l'istituto di assistenza per l'infanzia, gli orfani venivano rinchiusi in piccole stanze della morte e imbottiti di sedativi. Un lager dove erano le stesse infermiere a decidere chi condannare a morte, e dove nel 1991 su 272 bambini ammessi ne sono morti 211. Il caso di Shangai non è l'eccezione ma la regola, e servirebbe a contenere - insieme agli aborti coatti - la crescita demografica in un Paese che ha già superato la soglia del miliardo e duecento milioni di persone. Secondo gli americani il programma di pianificazione familiare di un solo figlio per ogni coppia, avrebbe portato alla "scomparsa", soltanto nel 1991 di oltre 232.000 bambine, per tradizione considerate come una sciagura mandata dal cielo. Quando invece dell'attesissimo maschio viene alla luce una femmina, in Cina può succedere di tutto, persino che la neonata venga abbandonata o scompaia nel nulla. Nelle aree più sottosviluppate sono ancora praticati gli infanticidi, ma si sostiene che i casi riportati dalla stampa siano soltanto una minima parte, rispetto al numero reale. C'e anche chi uccide i figli del primo matrimonio per avere diritto a un'altra gravidanza con il secondo marito. "Non sapevo come fare, Zhu ed io ci eravamo appena sposati e volevo renderlo felice regalandogli un figlio; così ho deciso, ho portato i bambini in campagna e li ho strangolati con una corda", ha confessato una donna di Pechino alla polizia subito dopo l'arresto. L'offerta appare su un'insegna luminosa, in una strada del centro di Yokohama. Di questi tempi la prostituzione infantile va a gonfie vele in Giappone, sicuramente più della borsa di Tokyo. Un' ora con una bambina di undici-dodici anni può costare fino a 30.000 yen, 500.000 lire circa. Ma pochi sono i giapponesi che si tirano indietro di fronte a una simile offerta. Gli uomini giapponesi sono noti in tutto il mondo per la loro pedofilia, e altrettanto famosi sono i sex tours diretti nelle Filippine o in Thailandia, dove il sesso è poco costoso e dove i pedofili sono rilasciati dietro cauzione e senza processo. Cambogia, Laos e Vietnam hanno migliaia di prostitute bambine. Ottocentomila almeno sono le prostitute di età inferiore ai sedici anni. Un grosso racket della prostituzione minorile è in Nepal da dove ogni anno ventimila bambine vengono spedite in India. Agli inizi degli anni novanta la polizia cinese scopre 40.000 casi di donne e bambine rapite e vendute, e arresta e condanna 15.000 rapitori coinvolti in uno dei traffici più redditizi di tutta l'Asia. Ma purtroppo le pene sono troppo leggere: chi sequestra una donna o una bambina è condannato a cinque anni o anche meno, la stessa pena inflitta a un ladro di buoi. La provincia cinese più colpita dal traffico di bambini è lo Shandong, dove nel 1991 sono stati rapiti 8000 minori.
| Mortalità infantile in Asia | ||
| Malesia | 14 | |
| Corea del Sud | 21 | |
| Thailandia | 26 | |
| Cina | 27 | |
| Vietnam | 37 | |
| Filippine | 40 | |
| Indonesia | 66 | |
| India | 89 | |
| Pakistan | 99 |
Lucio Mariconda
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