gli altri

Periodico di tutti gli emarginati dalla società - Fondato da Rosanna Benzi


Lettere a "gli altri"
MIRACOLATA DAL MINISTERO DEL TESORO

La sera del 22 settembre 1995, in occasione della manifestazione "Trenta ore per la vita", durante il talk-show di Maurizio Costanzo, una portatrice di sclerosi multipla denunciò, con poche ma incisive parole, l'abuso-sopruso di cui era stata vittima nell'ottobre del 1994. Chiamata dal Ministero del Tesoro per una "revisione a campione" effettuata da due medici dallo stesso inviati, anzichè essere visitata o quanto meno potere mostrare la documentazione medica in suo possesso, veniva interpellata con poche domande: "Lei ha la sclerosi multipla: ci vede doppio?; perde l'urina?; quale cura sta facendo? Faccia due passi". Fu così che la donna, invalida al 100%, deambulante soltanto con l'aiuto di un accompagnatore, si vede togliere l'indennità di accompagnamento, prima ancora di averne ricevuto notizia scritta. Infatti, presentandosi alla posta nel successivo maggio 1995, si sentì dire dall'impiegata che la sua indennità era stata sospesa in via cautelativa: e questo ancora prima di esserne informata. Dopo qualche giorno ricevette una lettera dal Ministero del Tesoro, nella quale le si comunicava che l'indennità di cui sopra le era stata sospesa in quanto la Commissione Medica l'aveva giudicata non in possesso dei requisiti richiesti. La si invitava, altresì, ad inviare rinuncia, pena la requisizione di 24 mesi di indennità, pari a Lit. 18.000.000 (750.000 per 24 mesi). Oltre al danno anche la beffa!!! Ovviamente la donna si affrettò ad inoltrare la non rinuncia, a cui fece seguire una domanda in carta bollata alla Commissione Superiore della Sanità, esponendo tutte le motivazioni che pregava di considerare unitamente a tutta la documentazione alla stessa allegata. Oggi è sempre in attesa di risposta in merito e spera vivamente che medici competenti ed obiettivi vogliano modificare un giudizio troppo frettolosamente espresso dai due medici inviati a suo tempo. Ma questo non è l'unico caso di giudizio ingiusto e deleterio. Purtroppo la mannaia si è calata su altre teste di veri invalidi, mentre i falsi invalidi ancora godono di provvidenze a cui non hanno diritto. Perché questo? Perché i vari governi, mascalzoni e ladroni, non sapendo come coprire le proprie magagne, hanno sempre adottato il sistema di accanirsi contro le fasce più deboli, contro coloro che non hanno voce. Dopo sette secoli, l'Italia è più che mai una nave senza nocchiero in gran tempesta. Ma, ci sarà, poi, un nocchiero capace di salvarla?

Maria Milena Farfazzi

BLEFFARE È PEGGIO

Ho letto, sul numero di dicembre 1995, il dossier sugli "invasori" - così titola un articolo -. In linea di principio nulla da eccepire, sono d'accordo con voi. Tutti gli uomini, bianchi, neri, gialli, africani, europei, asiatici o indiani, possono vivere dove meglio credono. La terra è di tutti e di nessuno, voi dite. Ok, allora come mai l'arrivo in forza di immigrati - extracomunitari, zingari, o quant'altro - determina malumore, aggressivita fino all'estremo del razzismo? Mi chiedo, per non arrivare a questi eccessi, non sarebbe meglio porre dei limiti , darci delle regole? Diritti e doveri per tutti... anche per i nomadi - mi riferisco soprattutto ai doveri -. Bisogna quindi riconoscere, che se in linea di principio siamo tutti uguali, in linea di fatto non è proprio così, anzi... e allora riflettiamo, cerchiamo di capire cosa realmente pensiamo. Bleffare e peggio!

Angelo Guala

IL TELEFONO ALLUNGA L'AUDIENCE

Vorrei dire la mia a proposito dell'articolo "Il telefona allunga l'audience", pubblicato nell'ultimo numero del 1995. Non sono d'accordo sulle conclusioni del signor Mauro Speranza. A mio avviso la pubblicità "dell'assolato fortino" è una delle migliori degli ultimi 30 anni: divertente, eccellente, non immorale e diseducativa. Non si può fare sempre dietrologia, analizzare socialmente tutto, vedere violenza, messaggi subliminali ovunque... anche quando non è il caso. Voglio suggerire all'autore del pezzo di imparare a sorridere, forse sarà meno "incazzato" con la vita. Non me ne voglia.

Patrizia Samperi

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