CHI SONO I SANI
Sono una signora con i capelli bianchi che da parecchi anni si occupa di malattia mentale. All'inizio l'ho fatto per vicissitudini personali, poi ho continuato a farlo perché mi pareva giusto. Sono tra quelle che hanno voluto e difeso con entusiasmo la legge 180. Mi sono rammaricata per la sua parziale applicazione. Ho cercato, nel mio piccolo, di fare qualcosa, parlare e condividere, per quanto possibile, l'esistenza dei malati di mente. Ho imparato che i "normali", tante volte, sono peggio di loro: meno spontanei, più interessati e più fortunati. Hanno avuto dalla vita il privilegio di vivere tra i "normali". Ma chi stabilisce dove inizia e finisce la normalità? "Quello che è normale per me può non esserlo per te, quindi!". Questo è ciò che mi ha detto Giacomo, trent'anni di manico- mio alle spalle. Un ragazzo fortunato - così si definise - perché adesso è inserito in una comunità alloggio, è riuscito a scrollarsi di dosso quel macigno che gli ha impedito di respirare la vita. Ora, lui si preoccupa per quelli che sono rimasti tra quelle mura spoglie, disadorne e piene di angoscia. Lui vorrebbe tutti con lui, ma non è possibile... e allora si preoccupa. Si chiede dove finiranno con la chiusura di tutte le strutture prevista per la fine dell'anno. Da una parte eè contento, "finalmente escono, ma per andare dove? In quali strutture? assistiti da chi? Con quali soldi?...E allora chi sono i sani?
Anna Rossi
UN PO' DI CHIAREZZA
Vi chiediamo un po' di spazio in modo da poter raccontare la storia infinita di una sedia a rotelle mai costruita, ma che si è rivelata comoda per tante persone. Da circa vent'anni è cominciata la raccolta di pacchetti vuoti di sigarette e di carta stagnola per acquistare una sedia a rotelle per un disabile; con il passare degli anni si sono raccolti anche scontrini fiscali e tappi di bottiglie di plastica. Purtroppo neanche i più accaniti collezionisti di tali oggetti sanno spiegare il processo che porta all'acquisto di una sedia a rotelle, e nel tentativo di dare qualche vaga spiegazione nasce il sospetto che possa trattarsi di un modo per incrementare le vendite o che sia opera di un buontempone. Qualcuno, in realtà, riesce a ridere benevolmente di tutto ciò. Altri soffrono e la loro amarezza aumenta pensando a quello che sta succedendo in questi ultimi tempi. Da due anni alcune associazioni a livello nazionale, internazionale e mondiale (?!) raccolgono indumenti usati o altro materiale o spacciano cartoline e stampe varie per raccogliere fondi allo scopo di aiutare le persone portatrici di handicap. Tale opera viene svolta dalle seguenti associazioni:
1)- U.MO.P.Ha.
Unione Mondiale Portatori di Handicap
via Pucinotti, 29/5 - Firenze
2)- A.N.P.R.HA.
Associazione Nazionale Promotrice Ragazzi Handicappati
via Gervasio 26 - Firenze
3)- Associazione di Assistenza Padre Pio
Viale Firenze, 8 - Potenza
4)- Associazione Nazionale Assistenza Tubercolotici
5)- Globe Life Associazione Nazionale a scopo benefico
Via Metaponto 217 - Taranto
6)- Associazione C.A.P.-E.L.T. Coordinamento Autonomo Centro Sud volon- tariato Lotta Tumori
Via R. Galluccio 19 - Casoria
7)- Inno alla vita
via Segesta - Roma
E' molto strano che queste associazioni non siano conosciute né da sindaci, né da carabinieri, né da vigili urbani, né da parrocchie dei luoghi di loro provenienza. Non rientra, comunque, nei compiti della nostra Associazione scoprire autori di burle o di eventuali truffe, né di capire il perché di tali azioni. Disapproviamo, però, nel modo più assoluto, l'opera di queste associazioni che, se non sono truffaldine, diffondono una cultura che vuole il disabile oggetto di elemosina e di conseguenza parassita della società. Ma quello che, forse, più merita di essere messo in rilievo in tutta questa faccenda riguarda coloro che si prestano a tale gioco, ovvero le persone che raccolgono tappi e "donano" indumenti usati, poiché spesso in quei sacchetti scaricano solo il loro senso di colpa di una attenzione non data alle persone, e surrogata dalla donazione di cose ancora buone ma non più di moda. Siamo profondamente amareggiati per l'atteggiamento di tanti che vivono con stupefaciente superficialità la loro vita, che si lasciano prendere in giro senza interrogarsi, che pensano di poter aiutare gli altri disfacendosi di cose inutili, che pensano di risolvere la sofferenza altrui con i soldi, che non si interessano di che fine faccia ciò che viene raccolto. Quando finirà questa storia infinita? Probabilmente quando, chi vuole aiutare qualcuno, lo farà con la consapevolezza nell'ottica di una solidarietà di più ampio respiro.
Associazione "Comunità e disabile"
Vico 2 Spineto, 2
Minervino Murge
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