E anche quest'anno è arrivato. Più ampio, più ricco di partecipazione, se possibile ancor più bello del precedente, il Mercatino di San Nicola è puntualmente arrivato ed ha colpito ancora, mobilitando una vera massa di Associazioni e Cooperative a fine sociale, di Cooperative Sociali, coinvolgendo le Scuole e volenterosi di ogni estrazione, tutti tesi a realizzare annualmente la più straordinaria fiera natalizia d' Italia.
Non è una novità che per Natale tutte le città si facciano belle: luminarie e abeti infiocchettati si sprecano, fioriscono anche -...e con che prezzi ! - le fiere degli articoli natalizi. Ma allora, si domanderanno i miei ventitre lettori -...da A. Manzoni, n.d.A. -, dove sta la differenza? La differenza è che quello di Genova è il Mercatino di S. Nicola, unico nel suo genere, nato nel 1987 per iniziativa di alcuni parrocchiani della chiesa di S.Nicola in Genova e che da ciò ha preso il nome.... Iniziato nei giardini pubblici prospicienti la chiesa, si è talmente ingrandito (quest' anno saremo 101 stands) da dover traslocare in una piazza di proporzioni adeguate, nel cuore di Genova, proprio accanto al teatro Carlo Felice.
L' idea base è stata quella della solidarietà, nel senso dell' aiuto concreto e diretto ad opere socio-umanitarie che altrimenti non avrebbero potuto progredire per mancanza di fondi o di primarie necessità. Ed allora ci siamo contati ( chi vi scrive in realtà è arrivato in seconda battuta, ma ormai c' è dentro fino al collo, e non mollerebbe neanche per tutto l'oro del mondo il suo banchetto delle caldarroste) ed abbiamo ricostruito, qui sta l' idea vincente, il mercato della nostra infanzia, fatto di cose assai semplici, ma non per questo meno belle, ideate e plasmate dalle mani dell' uomo sotto gli occhi dei visitatori, e proprio per questo ancor più preziose.
Abbiamo trovato i superstiti dei mestieri di un tempo, ed ecco che abbiamo i banchetti del cestaio, dell' arrotino, dell' ombrellaio, e così via. Abbiamo una vera piccola stalla con pecore, agnellini, asinelli - ma lo sapete quanti bambini in città non hanno mai accarezzato il muso di un asinello o il caldo manto di un agnello ? -, financo il regolamentare bue, tutti realmente belanti-muggenti-raglianti in mezzo alla paglia ben calda, con la greppia colma di buon fieno dei nostri monti. E la gente gira, osserva gli artigiani al lavoro, parla con loro, rivive la propria infanzia insieme con i propri figli o con i nipotini, e qui effettua molti degli acquisti di Natale, conscio che, oltre tutto, il suo contributo economico sarà impiegato bene.
Si possono trovare le piccole cose che un tempo erano di uso comune e che per le nuove generazioni costituiscono fonte di grande curiosità, come gli articoli di cancelleria che noi grandi usavamo a scuola o i nostri giocattoli in legno o in latta. Ci sono la frutta e le verdure "biologiche" coltivate all' antica da Comunità di recupero dei disadattati di ogni provenienza. Abbiamo gli artigiani del vetro, della carta e del cartone; abbiamo pittori, scultori in legno,artisti dell'ardesia, ceramisti ed ogni sorta di artigiani, che partecipano tutti al Mercatino per offrire i loro prodotti in vendita, il cui ricavato viene devoluto ogni volta ad Opere attentamente vagliate dal Comitato Direttivo. Quest' anno ad esempio il ricavato andrà ad Associazioni che si occupano di persone senza dimora. L' Associazione S. Marcellino ed il Centro di Ascolto Auxilium gestiscono 3 accoglienze notturne, 1 comunità, 4 laboratori di lavoro, oltre 20 alloggi assistiti e diverse mense cui accedono circa duemila persone senza dimora, molte delle quali "insospettabili", vestite normalmente ed apparentemente assolutamente integrate nel contesto sociale, ma in realtà terribilmente sole.
Come avrebbe potuto uno de gli altri restarne fuori ? Così mi ci sono tuffato, e ne parlo a voi tutti perché sarebbe bellissimo che, magari nel nome de gli altri, questa iniziativa prendesse piede anche in altre città... perché, vedete, il vero miracolo del Mercatino non è la vendita in sè, anche se a scopo filantropico.
Il vero miracolo è la partecipazione: l' ingegnere finlandese che alle quattro "stacca", indossa i panni del Mastro ferraio e batte il ferro a caldo sull' incudine forgiando piccoli oggetti che vanno a ruba perché visti nascere e quindi ricchi di calore umano... Come Nicolhaus, tecnico tedesco di vetreria chimica, che sta con noi e "soffia" le palline o i puntali di vetro che poi, decorati sul momento dalle mani di una ragazza della numerosa stirpe dei Chiarella ( Kikko, il padre, è l' ideatore del Mercatino e ne è tuttora l' anima e il Deus ex Machina ), vengono acquistati per personalizzare i propri alberi natalizi.
Ci potete incontrare il medico che smonta dalla guardia in ospedale e vola a bruciar carbone di legna nel braciere cuocendo chili e chili di caldarroste... O il mitico Bacci, che si fa cinquanta + cinquanta chilometri per venire al Mercatino ad intrecciare ceste con striscioline di castagno che lui stesso ha preparato con coltellino ed acqua, e che insegna ai bambini ad intrecciarle...
Già, il secondo aspetto miracoloso e proprio la partecipazione della gente: chi visita il mercatino spesso torna più volte ad ammirare i vari artigiani al lavoro ed a parlare con loro, capirne i segreti, le tradizioni e la profonda umanità insita nelle loro tecniche.
Si possono ammirare e comperare i posters e le magliette del Mercatino, recanti i bozzetti che un Maestro come lo scenografo Lele Luzzati si diverte a creare appositamente per noi (la copertina di questo numero è appunto il Logo dell'anno scorso)... Si può sostare davanti al grande palcoscenico fatto a grande capanna di Natale e godere degli spettacoli che animano tutti i pomeriggi del Mercatino stesso, dai cori delle scuole al burattinaio, dalle scuole di danza ai concerti di campane.
Ci sono gli zampognari, i gruppi folkloristici, i maghi... e tutti, dico TUTTI, ogni anno ritornano spontaneamente, senza alcun compenso, solo per il puro piacere di esserci, e tutti, visitatori e "artisti", non se ne andrebbero più...
Il Sindaco della città normalmente inaugura il Mercatino, l' Arcivescovo lo benedice e lo conforta con la sua assidua presenza: cominciò il mai dimenticato Cardinal Canestri, che si aggirava sorridente tra i banchetti in modo del tutto informale, continua tuttora Monsignor Tettamanzi, che si sofferma a conversare beatamente con il Suo gregge...
Insomma, è un'atmosfera talmente magica che quando arriva la fatidica ultima faticosissima sera si torna a casa con una strana sensazione addosso, che non sai spiegare... ma che ti spieghi benissimo l'indomani, quando arriva l' ora dell'apertura ma l'apertura non c'è, la piazza del Mercatino resta vuota e silenziosa, e allora , quando ti coglie la malinconia, capisci....
Provate, amici, provate per credere! Scriveteci, telefonateci, venite a trovarci per saperne di più: fate anche voi il Mercatino nella vostra città, fate il Mercatino de gli altri: una piazzetta "giusta", un po' di fantasia e tanto calore umano faranno il miracolo, se ci inviterete verremo a trovarvi e prepareremo insieme un gran bel prossimo Natale !...
Marco Marchisio
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