Io amo i bambini, li ho sempre "vissuti" come compagni di scoperte, di fantasie. Ho imparato da loro ad essere sincera, disponibile e a credere a cose apparentemente senza senso: avete mai provato a chiacchierare con un coniglio o a discutere con un angioletto? Avete mai visto prati verdi e fiori che sbocciano nella vostra stanza? Io sì.
Oggi i bambini sono sempre di più in prima pagina, protagonisti di una realtà piena di violenze, di torture, di dolore.
Gesù parlò di loro come di germogli da curare, da crescere, li amò di un amore infinito e a parole anche chi non crede dice di amarli. A sentire i grandi, con tutto quello che loro dicono di fare, dovrebbero vivere in una specie di paese incantato, dove amore, tenerezza, comprensione sono l'aria che respirano, ma la realtà è ben diversa. Storie di grandi e piccole violenze con bambini, picchiati, maltrattati, calpestati.
E' superlfluo dire tutto l'orrore, tutta la vergogna, la disperazione che ti invade, ma c'è anche la rabbia, sembra quasi che solo adesso tutti scoprano queste atrocità. Ma tanti, troppi sapevano. Il silenzio è preferibile, farsi i fatti propri, essere indifferenti, vedere un bambino pieno di lividi, sentirlo piangere al piano di sopra ma non farci caso. Questo è il primo passo per "non vedere" le violenze più grandi, più profonde, più angoscianti. Ma le immagini, le parole dei mass media "ti costringono a guardare". Bambini a cui vengono tolti i reni per trapiantarli ad altri bambini ricchi. Bambini che già dall'età di tre anni vengono prostituiti; sembra - qualcuno ha voluto quantificare - che le violenze su qualche bambina siano state addirittura cinquecento in un anno. E allora ci spaventiamo.
Gli esperti cercheranno di rassicurarci, tireranno fuori lo squalo che è dentro di noi, la miseria, l'ignoranza. Parleranno un po' meno dei medici coinvolti, dei cinquecento clienti appartenenti a tutte le classi sociali, sì a tutte, nessuna esclusa. Si troveranno mille motivazioni, forse anche giuste.
Ma io non so quanto capirò. Rimarrò probabilmente come un bambino a guardare con gli occhi spalancati questo mondo adulto che mi fa paura. Anche se è bello fantasticare che tutto è ancora possibile, tutto è ancora recuperabile.
Basterebbe pensare a quando il cucciolo d'uomo uccise la tigre, si guardò intorno scosso dai singhiozzi, vide la pantera, e le chiese: "cosa mi sta succedendo? Gocce calde mi rigano il volto, un nodo mi stringe la gola, che cosa ho? Cosa mi succede?".
"Niente, Mowgli - rispose la pantera- stai piangendo, sono solo lacrime, lasciale correre, ora sei un uomo...
Rosanna
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