HANDICAPPATI CACCIATI DAGLI ALBERGHI
Agosto 1987
Ed eccoci di nuovo qua, ferragosto alle porte, sole, mare, caldo, gente sulle spiagge e ovviamente handicappati cacciati via dagli alberghi. Tutto normale, dunque.
L'unica novità è che ad essere cacciati via sono sempre più numerosi. Il dubbio che certi episodi succedessero anche prima ma che solo ora i mass-media li riportino sulle pagine di cronaca, nulla toglie alla gravità dei fatti.
E' facile immaginare l'amarezza mia e di tanti altri nel sentire queste cose.
Questa volta c'è qualche cosa di più, c'è la rabbia di sentire quasi contemporaneamente laggiù a Roma gli uomini e le donne del Palazzo dire e ripetere che il portatore di handicap va trattato "con particolare attenzione". Magari costituendo un Ministero ad hoc, un Ministero per gli affari "speciali".
Io voglio ricordare che gli handicappati sono persone, basterebbe quindi che per la scuola, il lavoro, la sanità, lo sport ed il tempo libero, ogni Ministero, ogni istituzione esistenti si occupassero di tutti i cittadini, quindi anche di "noi".
Poi, altra rabbia la provo perché in questi episodi estivi si scopre che è anche la gente a non capire: qualcuno ha persino detto, dopo che tutto era avvenuto, "ma guarda, non erano nemmeno brutti...!"; tempo fa un altro albergatore in un altro posto aveva chiesto che gli fornissero le foto prima.
E se lui e lei non somigliano agli ultimi divi del cinema?
Niente vacanze, se ne stiano a casa.
Che cosa chiedo?
Due cose. La prima ai diretti interessati: che d'ora in poi scelgano di trascorrere le proprie vacanze, ovunque, secondo i propri gusti e non accettino cacciate da chicchessia.
A tutti gli altri, chiedo di smetterla con le "particolari" attenzioni, perché sappiamo dove cominciano, ma non sappiamo mai dove vanno a finire.
Rosanna
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